28
Lug

Eben-Emael 

«Abbiamo circa tremila persone dentro le mura di Eben-Emael e oltre quarantamila in un raggio di quattro chilometri, dislocate tra i paesi di Zichen, Wonck e Hallembaye. Per fortuna il nostro fianco destro è protetto dal Canale Alberto, di cui i paracommando hanno fatto saltare tutti i ponti.

Ovviamente la situazione più preoccupante riguarda proprio il perimetro esterno. Le recinzioni d’emergenza e i cavalli di Frisia devono essere sorvegliati giorno e notte, perché i contagiati sono instancabili, e arrivano a tutte le ore. C’è da preoccuparsi quando si tratta orde numerose, come quelle che ancora escono dall’area urbana di Liegi. Le Forze Armate hanno fatto evacuare la città, ma molti poveracci erano già ammalati. Non abbiamo potuto far altro che abbandonarli.»

(da: Scene Selezionate della Pandemia Gialla)

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